Ti avrei amato, Marilyn

Sono egoista, impaziente e un po’insicura. Commetto errori, sono fuori controllo e, allo stesso tempo, difficile da gestire. Ma se non sei in grado di gestire il mio lato peggiore, allora certamente non sarai in grado di gestire quello migliore.

Marilyn Monroe

Con queste parole si descriveva l’attrice, icona intramontabile, sex symbol fuori dagli schemi. Il suo fascino prorompente andava al di là di qualsiasi canone della bellezza ed esplodeva in un’espressione un po’ svampita, uno sguardo che appariva tristemente altrove. Forse perché Marilyn Monroe, almeno con il pensiero, un po’ altrove si trovava: divisa tra la Marilyn femme fatale e Norma Jean, affamata di amore e con nove famiglie affidatarie alle spalle; era alla disperata ricerca della realizzazione personale e della serenità. 

Nel libro La mia storia, l’attrice racconta sé stessa, mostra le sue cicatrici e si lascia andare anche ad una spietata visione di Hollywood, “un posto dove ti pagano mille dollari per un bacio e cinquanta centesimi per la tua anima”. Scorrendo le pagine del libro, scrutiamo una Marilyn triste ed arrabbiata che si definisce un gatto randagio, un fenomeno da circo, fino ad arrivare all’inquietante profezia

“Avevo qualcosa di speciale e sapevo cos’era. Ero il tipo di ragazza che trovano morta in una camera da letto con un flacone vuoto di sonniferi in mano”

Marilyn Monroe

La star Marilyn Monroe dilagò nel 1953 quando, all’età di 27 anni comincia a recitare, in capolavori del cinema americano; come Gli uomini preferiscono le bionde o come sposare un milionario. Il ruolo della bionda svampita, pareva calzargli a pennello. In quegli anni, conquistò gli uomini più importanti dello star system americano. Tra i vari pretendenti, la sua voglia di amore cadde sul campione di baseball, Joe Di Maggio. Ma la sua storia d’amore, si trasformò presto nella sua prima delusione. Si avvicinò di conseguenza, al drammaturgo Henry Miller. Cominciò a frequentare, i “salotti” intellettuali, e aumentò in lei, la voglia di staccarsi dall’etichetta che gli aveva affibbiato Hollywood. Ma tutto questo non  fece che aggravare gli squilibri psicologici dell’attrice, e l’insicurezza che ristagnava in lei, dettata da un’ infanzia difficile.

Dopo altri capolavori della commedia americana, come A qualcuno piace caldo, la bionda esplosiva Marilyn, venne licenziata, nonostante il suo talento. Cambiò visibilmente, era stressata, e pareva che ogni rottura amorosa, alimentò in lei un fallimento inespresso, un continuo vagare senza meta, che rafforzò  la sua immagine, rendendola sfuggevolmente perfetta, tragicamente prigioniera delle sue debolezze. E tutto ciò, portò al triste epilogo, che tutti conosciamo, il 5 agosto 1962, viene trovata morta, sola scappando per sempre dai suoi demoni. Causa della morte? Overdose di farmaci. Epilogo? Suicidio. Anche se molti ancora oggi, credono che sia stata in primo luogo, la casa bianca a zittire per sempre Marylin Monroe. Per scostare, lo spettatore dalla relazione incestuosa con i Kennedy.

Ma oggi non vogliamo ricordare la Marilyn triste, bensì la giovane ragazza che in Quando la moglie è in vacanza ammicca alla telecamera trattenendo la gonna svolazzante del suo vestito avorio.Oggi vogliamo celebrare il talento di una donna che continua ad essere fonte di ispirazione per molti. Oggi vogliamo ricordare l’icona di Marilyn così come appare nell’opera di Andy Warhol Gold Marilyn Monroe: il trucco perfetto e il rossetto che contiene un sorriso eterno. Avessi una macchina del tempo, dolce Marylin, probabilmente tornerei indietro in quel tempo lontano dai giorni nostri, dove a farla da padrone erano ragazze vere e bellissime, lontano dai canoni di bellezza che ricercano oggi le giovani ragazze, quel tempo dove un Audrey Hepburn era bellissima in un semplice tubino nero, la divina Greta Garbo con un accento europeo, nei suoi film faceva innamorare tutti gli uomini del mondo e dove una Marilyn Monroe, che cercava solo una persona che la amasse immensamente soffriva nella sua ricca ma triste vita. Probabilmente io forse sarei riuscito ad amarti come tu desideravi ma se anche non fosse stato cosi, ti sarei stato vicino per farti dimenticare tutte quelle sofferenze che hai subito.

I love you Marilyn, i miss you.