A presto, Audrey; bellezza senza tempo

Icona di stile, nuovo modello di bellezza, attrice amatissima, ambasciatrice Unicef, musa di artisti, stilisti, designer. Indimenticabile. Audrey Hepburn è una delle dive e delle personalità del grande schermo che hanno segnato la seconda metà del secolo scorso. E non solo. Applaudita e osannata già nel corso della sua carriera e anche dopo aver lasciato le scene, è diventata un vero e proprio mito e, appunto, un’icona. Esempio per aspiranti attrici, ma, più in generale, senza limiti di “set”, testimone di una precisa e affascinante idea di donna: ribelle come Anna di Vacanze romane, elegante come Sabrina, romanticamente confusa come Holly di Colazione da Tiffany. Sentimentale, forte, indipendente, libera, appassionata come Audrey.

“La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa, né dall’aspetto che possiede, o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna, si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto in cui risiede l’amore”

Audrey Hepburn

Nata il 4 maggio 1929, Audrey Hepburn è una delle icone di bellezza incontrastate, uno dei volti più noti e ammirati del cinema degli anni Cinquanta e Sessanta e una delle figure più incisive e rappresentative del ventesimo secolo. In un mondo dominato da seni quinta misura più artificiali che naturali, da donne sofisticate che cercano di affermare se stesse provando a fermare il tempo con “ritocchini” devastanti, dove la generosità e la bontà d’animo sono subordinati all’arroganza e all’intolleranza, sembra quasi paradossale parlare di Audrey Hepburn, una donna aggraziata con un cervello sopraffino, che non aveva paura di invecchiare ed era capace di sfoggiare una dolcezza incredibile. Perché oggi per una ragazzina di 13 anni dire “voglio essere Audrey Hepburn” è fuori moda, tanto da sembrare un’affermazione anarchica in una società  che ci vuole tutti soldatini prestampati senza identità.

Audrey Hepburn.

L’ incantevole Audrey, nei panni di Holly (Colazione da Tiffany), non poteva avere eguali, ma prima di diventare una star, un’icona di stile, c’è prima di tutto la persona, la donna che c’era, dietro a quello sguardo magnetico di bellezza, con i grandi occhi marroni da cerbiatto, che facevano trasparire un velo di tristezza, con i suoi pregi e le sue sofferenze che ogni persona ha. Ci tengo a parlare nel mio piccolo, di questa magnifica star degli anni d’oro di Hollywood. Perchè quel volto che sembra non far trasparire i segni del tempo, ci ricorda cose che forse perderemmo, ci ricorda che la vita va avanti cosi com’è, ed è questa sottile bellezza, che la rende unica. Ci sono alcune personalità, che permangono nel tempo e vengono tramandate di generazione in generazione. Rendendole nell’immaginario comune uniche, e ricordate anche oltre la loro vita terrena. Una di queste personalità può essere ricondotta senza ombra di dubbio a Audrey Hepburn. La bellezza, la grazia, l’eleganza, il sorriso e lo sguardo erano solo alcuni aspetti del suo carattere. Donna acqua e sapone di gran classe, introversa ed estremamente riservata.

“Mia madre ha avuto una vita coronata dal successo e segnata dalle scelte giuste, la prima delle quali fu la sua carriera. Più tardi, invece, scelse la famiglia. E infine, quando noi figli eravamo ormai cresciuti e avevamo le nostre vite, scelse i bambini bisognosi di tutto il mondo: scelse di restituire quel che poteva in cambio di ciò che aveva avuto dalla vita. Per lei, in questa scelta così importante e determinante, stava la chiave per capire, e forse anche curare, qualcosa che l’aveva accompagnata nel corso di tutta la vita: una profonda, radicata tristezza.”

Sean Hepburn Ferrer

Prima di diventare una diva, dello star system Hollywoodiano, bisogna ricordare la sua infanzia, vissuta nella resistenza nazista, consegnando giornali della resistenza, e reperire cibo e messaggi ai piloti abbattuti. Finita la guerra si trasferì a Londra, e ben presto cominciò la sua scalata, nell’olimpo dei grandi di Hollywood, anche se non si piegò mai del tutto in quell’ambiente glamour  e patinato. La Hepburn amava molto sinceramente, anche il nostro paese. Anche se la Roma del tempo, La Roma della “Dolce vita”, non apprezzò mai del tutto la sua semplicità, perché stereotipata dalla figura della star di Hollywood. Fu proprio nella città eterna che girò Vacanze romane, una dolce commedia romantica che le valse il premio Oscar per il suo primo film da protagonista, accanto al magnifico Gregory Peck e sotto la lente d’ingrandimento, del grande regista William Wyler, grazie probabilmente, proprio per la sua semplicità nella recitazione e alla sua bellezza Aura. Ma se Vacanze romane la proiettò alla ribalta. Secondo il mio modesto parere, fu con la commedia Colazione da Tiffany, tratta dal romanzo di Truman Capote, che le vennero consegnate le chiavi dell’iconicità universale resistente allo scorrere del tempo e alle mode, divenendo modello di bellezza universale. Chi ha avuto l’occasione di vedere Colazione da Tiffany, non può cerco dimenticarsi che il fascino di questa leggera commedia, è tutto da attribuire alla leggerezza unica, che ha Audrey Hepburn nel recitare la parte della bella e confusa Holly. Tutti si ricorderanno per l’eternità quel fotogramma di una Audrey Hepburn, che indossa, guanti neri, occhiali scuri, perle al collo e quel magnifico cappello, per farmi, farci innamorare del suo stile inconfondibile.

Audrey Hepburn, Colazione da Tiffany.

Audrey Hepburn, morì il 20 gennaio 1993 a soli 63 anni, per colpa di un terribile cancro al colon. Ma come ho già scritto, credo che non si potrà mai scordare, e vivrà di generazione in generazione, nei ricordi di persone come me, e nei ricordi di molti altri. I film sono un arte unica, come lo sono i libri, i dipinti, le poesie, la musica. Fanno parte di un’ unica grande famiglia che ci aiuta in momenti felici e tristi,  o in momenti divertenti, da condividere con le persone accanto a noi, le più importanti della nostra vita. Ma queste arti, servono anche a non dimenticare mai quelle persone eccezionali, che hanno fatto parte di tutto questo, proprio come Audrey Hepburn. 

Chissà, magari, le persone che purtroppo non ci sono più, un giorno o l’altro forse in altre vite avremo l’occasione di incontrarle. E magari se incontrassi te Audrey, parleremmo di quella vespa a Roma o della vetrina di Tiffany a New York, della tua eleganza in Sabrina, della tua dura infanzia e del tuo grande contributo umanitario per i bambini più poveri, che hai amato come i tuoi figli.

A presto Audrey. Con affetto, un tuo grande ammiratore.